De Rosa - Italian Legend Bicycles, Associazione Culturale, Pesaro Urbino - Marche - Italy

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Ugo De Rosa nasce a Milano il 27 gennaio 1934 e a 13 anni inizia a lavorare come meccanico presso la bottega di Filippo Fasci, un parente che aveva una officina di riparazioni a Niguarda nella periferia nord di Milano.
Ugo lavora e corre e dalla categoria giovanissimi passa a quella dei dilettanti. Ben presto intuisce come la geometria di un telaio possa essere fondamentale per un ciclista e all’età di 18 anni, nel 1952 apre un proprio negozio in via Pila a Milano, dove costruisce e vende biciclette da corsa curate nei minimi particolari. Le sue biciclette possiedono geometrie fuori dagli schemi classici e sono decisamente innovative.
In quegli anni altri marchi famosi quali Cinelli e Colnago iniziano la loro attività sempre nella città di Milano e il velodromo Vigorelli, magica pista di legno lunga 333 metri, inizia ad ospitare i grandi campioni del ciclismo e diventa teatro di duelli epici. Nel 1958, durante una manifestazione al Velodromo Vigorelli, il campione Raphael Geminiani è senza bicicletta e provata una De Rosa ne rimane affascinato.
Chiede quindi a De Rosa di costruirgli un telaio per l’imminente Giro D’Italia ed ha cosi inizio la storia di De Rosa a livello professionistico.
Negli anni sessanta campioni spagnoli quali Soler e Suarez del Team Faema furono i primi a correre con telai De Rosa. Sono gli anni in cui Rick Van Looy vince i campionati del mondo: De Rosa è il suo meccanico e lo segue in ammiraglia.
Sono diversi i corridori che iniziano a scegliere De Rosa come costruttore e Ugo costruisce nel 1967 i telai per il Team Max Mayer che ha in Gastone Nencini un direttore sportivo di lusso.
Le biciclette verdi fornite al Team professionistico G.B.C sono le prime che l’azienda marchia con il “cuore De Rosa”: è il 1973 e i corridori più noti sono Panizza, Francioni e Turrini, il team è diretto da Dino Zandegù .
Un altro campione ad utilizzare le De Rosa fu Gianni Motta quando nel 1969 chiese a Ugo di diventare suo meccanico e telaista del team Sanson.
Nel ’73 De Rosa approda alla Molteni come meccanico ufficiale di Eddy Merckx e con lui inizia una proficua collaborazione professionale: Merckx è molto esigente come corridore e la sua sensibilità come ciclista aiuta Ugo a capire come migliorare la geometria del telaio e delle forcella.
La storia narra che Merckx durante una riunione in pista chieda brutalmente a Ugo il perchè non voglia costruirgli una bici e gli riferisce di non aver mai conosciuto un telaista cosi presuntuoso. In realtà Ugo non sa nulla della richiesta di Eddy poiché questo aveva chiesto a Motta di presentargli il telaista artigiano di Milano ma il buon Gianni aveva evitato di riferire ad Ugo la richiesta del campione belga. Chiarito l’arcano, Ugo De Rosa e Eddy Merckx iniziarono a collaborare e Il sodalizio divenne pubblico nel 1973 e durò fino al 1978, anno del ritiro dalle corse di Eddy. La collaborazione continuò anche in seguito quando Merckx decise di costruire propri telai.
Per la classica in linea Parigi Roubaix del 1973 Merkcx si fece costruire ben cinque telai diversi in una settimana e dopo averli provati tutti decise per il primo costruito da Ugo: arrivò puntuale alla vittoria.
Anche prima della Milano San Remo del 1975 Merckx chiese di poter provare forcelle con diverse inclinazioni per la discesa finale del Poggio, e dopo averle provate tutte e sei, sceglie la migliore per lui. Vincerà da lì a pochi giorni la Milano San Remo davanti ad un giovane Francesco Moser.
Anche Francesco Moser utilizzò telai De Rosa durante la sua stagione con la Filotex nel 1974 ed in seguito riuscì a vincere gare importanti quali la Parigi-Roubaix.
Nel Giro d’Italia del 1974 circa l’ottanta per cento dei corridori corsero su telai De Rosa seppure non sempre marchiati con il cuore De Rosa. Anche il forte Erik De Vlaeminck utilizzò telai De Rosa e vinse il Giro di Lombardia nel 1976.
Nel 1982 De Rosa sponsorizza il team Sammontana con atleti del calibro di Moreno Argentin e G. B. Baronchelli.
Alla fine degli anni ’80 inizia la saldatura TIG dell’alluminio e De Rosa realizza telai con forme e geometrie uniche, pur restando legato all’acciaio e mantenendo a catalogo una piccola serie di telai con le congiunture in acciaio.
L’alluminio sarà in seguito sorpassato tecnologicamente dal carbonio che presenta delle caratteristiche di elasticità simili all’acciaio seppur molto più leggero…ma questa è la storia di oggi che comunque nel caso di De Rosa fonda le sue origini nel lontano 1952 e può vantare una esperienza di oltre sessanta anni nella costruzione di telai da corsa di alta gamma.
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